Quando tutto sarà finito

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Viviamo un periodo complesso che ci impedisce di fare progetti a lungo a termine. Ma il futuro arriverà ugualmente, per bambini e genitori. Ragionarci oggi può essere utile?

Parlare di ciò che sarà, dopo la pandemia, può apparire un esercizio di stile fine a se stesso ma offre dei vantaggi.
C’è da fare una premessa però: il futuro, come diceva il poeta Ivan, non è più quello di una volta.
Il futuro è cambiato, perché noi per primi, durante questa pandemia, ci siamo trasformati.
Quindi prima di parlare di cosa sarà occorrerebbe riflettere sugli effetti che quest’ultimo anno ha prodotto su di noi. Come adulti e come genitori.
Siamo più spaventati? Più stanchi? Più insofferenti? Cosa abbiamo imparato?

Riflettere su come siamo cambiati può aiutarci ad affrontare il tema “futuro” con i nostri figli e aiutarli quindi ad esprimere ciò che è stato questo periodo e ciò che a loro volta hanno imparato.
A tutte le età parlare di ciò è accaduto è produttivo, così come lo è accettare che si esprimano anche emozioni negative. Ogni sentimento dovrebbe avere diritto di cittadinanza e in questo caso, in cui il trauma ha riguardato tutti, la parola può essere l’unico modo per affrontarlo.
La parola umanizza mentre il silenzio animalizza, diceva Françoise Dolto, psicanalista francese e una volta affrontata la questione “cosa è stato” ecco una strada nuova da intraprendere: il cosa sarà.

Nessuno sa precisamente cosa accadrà, ma iniziare ad immaginare il futuro è un ottimo esercizio per i nostri figli, perché lavorare sulla linea del tempo ha il grande vantaggio di attivare la riflessione e l’immaginazione, e di combattere la noia e l’insoddisfazione, i grandi nemici di quest’ultimo anno appena trascorso.

Pensare all’avvenire spalanca la finestra e fa entrare aria nuova nelle conversazioni, rinnova il concetto che il mondo è tutto da scoprire e crescere è un’avventura alla quale appassionarsi. Il compito di accompagnare la riflessione è nostro, siamo noi genitori a fare da corrimano per questo viaggio nel futuro.
La passione per il domani è un dono importante che possiamo fare ai nostri bambini che quest’anno sono cresciuti e hanno affrontato un’inedita situazione adattandosi come hanno potuto alla sfida che siamo stati chiamati tutti ad affrontare.

E’ evidente che come adulti le preoccupazioni su ciò che ci attende sono molteplici, ma anche per noi, ragionare sul futuro è una buona pratica per allentare la fatica sul nostro quotidiano. Avere una prospettiva possibile significa uscire dal turbine di notizie che ci trascina nell’angoscia dell’oggi e rischia di inchiodarci alla ripetizione.
Come genitori, prepararsi al futuro senza Covid, oggi che le vaccinazioni procedono, significa anche pensare che affronteremo una ricostruzione che sarà lenta e graduale, inedita ma tutta da inventare.
Un principio di realtà che ci tornerà utile e ci permetterà di non illuderci cadendo nella tentazione di credere che nulla sia accaduto e che tutto tornerà come prima.

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