E adesso che faccio?

Domanda delle domande “e adesso che faccio?”.
E’ una domanda elettrica, il panico del dover agire ci assale di fronte ad una scelta che sembra imporsi e intanto il tic tac interno non cede.
Ma ragionare rapidamente non è sempre semplice.
La nostra attitudine a voler risolvere tutto immediatamente è un’eredità. Abbiamo iniziato a farlo durante l’era neozoica, due milioni di anni fa, quando poco dopo aver conquistato la posizione eretta se incontravamo mammut, rinoceronti o tigri dai denti a sciabola era necessario scegliere al volo se salvarsi la pelle o attaccare. E abbiamo continuato a farlo, migliorando questa capacità evolutiva. Ma nella vita quotidiana, a meno che tu non sia un medico in prima linea nei pronto soccorsi del mondo, se ti trovi di fronte alla “domanda elettrica”, fai una cosa: fermati.
Non per sempre eh, perché è importante agire.
Ma appena senti la domanda che appare e si impone fermati. Occorre abituarsi ma non è complicato.
Prima di rispondere male a qualcuno o di sentirti in colpa per qualcosa, o ancora di scrivere quel commento, o pubblicare quella foto, rifletti un attimo. Torna a ragionare.
Puoi scegliere, questo è il punto. Ma puoi farlo solo se ti fermi.
Ti conviene? A quale bisogno tuo bisogno risponde la tua azione? E’ davvero necessario fare quello che stai facendo? Che conseguenze avrà? Regalati il tempo di risponderti.
Lo diceva anche Benjamin Franklin:

Ben fatto è meglio di ben detto.

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