Della morte si parla, del lutto molto meno

C’è un evento che accompagna da sempre le nostre vite e in qualche modo le contorna, ma è da questo stesso evento che umanamente, le riflessioni scappano in fretta. Sto parlando della morte.
Parlare di morte oggi non è un tabù, i social sono colmi di notizie e foto di morti, le serie tv ne raccontano lo sviluppo, i podcast raccontano dettagli e il cinema ingigantisce le immagini relative alla morte. Sappiamo moltissime cose oggi di come si può morire, abbiamo preso la morte e l’abbiamo messa sotto una lente d’ingrandimento che ci ha insegnato moltissime cose. Ma c’è qualcosa che paradossalmente abbiamo smesso di fare: interessarci singolarmente e collettivamente a quello che segue la morte, il lutto.

Del lutto non si parla, del lutto non si dice, del lutto si hanno poche idee e molto spesso secche di emozioni. “È una fase”, “ah sì, è fatto da cinque fasi!”, “non pensarci”, “pensa ad altro!”. Intorno al lutto si sprecano frasi fatte, concetti superati e si allarga sempre lo strappo tra chi subisce un lutto e chi partecipa solo ad un funerale. Il supporto psicosociale, così fondamentale un tempo, oggi è saltato. Smarriti affrontiamo le nostre perdite attraversando paludi di dolore e di tristezza che sembrano interminabili.
Inutile dire che un accompagnamento al lutto può essere un grande aiuto per affrontare ciò che ci chiama a fare una grande perdita: elaborarla. Ma che significa elaborare una perdita? Accettarla? Farne a meno? A che serve farsi accompagnare, nessuno può restituirmi chi ho perso!

Essere accompagnati durante il proprio lutto non restituisce chi non c’è più, non è possibile, ma permette di essere accolti nel dolore scomposto e profondo essere guidati verso la comprensione di ciò che è accaduto, essere rassicurati sull’intensità del dolore, nella preoccupazione che ciò che si sente ha una ragione, uno spazio, un tempo, una durata.
Essere “scortati” verso il proprio personale senso, essere messi di fronte alla possibilità di continuare a costruire il legame che si è spezzato, diventare in qualche modo eredi competenti, è ciò che rende l’accompagnamento al lutto un viaggio in una terra nuova che può offrire anche una possibilità: la crescita, inimmaginabile all’inizio ma desiderata ad un certo punto.
Momento svelamento: non ho scelto il lutto, è lui che ha scelto me, più volte nella vita.

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