Azione, reazione, respirazione

Il progetto di arte pubblica “Action Reaction” di Alessio Bolzoni consisteva di 26 fotografie giganti affisse per tutta Milano a pochi giorni dalla ripresa della vita sociale post confinamento. Le fotografie ritraevano uomini e donne in pose scomposte, in posizioni immaginarie quasi fetali, come a dire che la casa fino a quel momento era forse stata un utero, non si sa se confortevole o meno.

A più di un mese dal “via libera con prudenza” l’idea di libertà continua a vivere dentro ognuno di noi. Siamo oramai capaci di stare su due gambe e liberi dalla posa infantile a cui siamo stati costretti. Possiamo e vogliamo sbattere le ali per distendere un volo ma subiamo alt e stop a più riprese. Il circuito non ha ripreso a funzionare come si deve, qualcosa si è inceppato. E’ limitato l’orizzonte a cui aspirare, sono interdette le costruzioni sul lungo periodo.
Ma se è vero che l’equilibrio è la somma di movimenti alterni, questo sembra proprio il periodo in cui siamo chiamati a immersioni e risalite con una velocità che non riusciamo a decidere. Siamo i nuovi naufraghi e stiamo andando avanti.
I giorni procedono e in sostanza stiamo nuotando e respirando sott’acqua imparando senza saperlo una nuova capacità di resistenza. Con una bracciata e una respirazione stiamo diventando nuotatori di questo nuovo tempo. La buona notizia è che siamo usciti dall’utero casa e intorno a noi c’è un mondo nuovo.
Questa rinascita comporta fatica, non importa come si nuota, l’unica cosa importante in questo momento è il fiato che si ha. La respirazione, quell’alternarsi, farà la differenza per il futuro. A ciascuno la propria capacità.

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