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Nella valle delle slide

Nella valle delle slide si incammina una non più giovane copy strategist dai capelli bianchi. Osserva gli alberi dei flussi, annusa i refusi appena sbocciati, tocca con mano la consistenza di un concept piantato con tanta fatica e se ne compiace.
Ripensa ai brainstorming silenziosi e solitari utili ad arrivare sul picco della brand awareness e sorride, mentre la nuvola della crisi manageriale sta gonfiandosi sempre di più.
Pioveranno commenti – pensa – ma resteranno a valle, non arriveranno a monte.
Rapidamente allora, allinea l’ultimo titolo, sottolinea l’ultima parola e accende la sua Seniorship che in un click la teletrasporta nella valle delle slide successive.
Un colpo di coda colpisce la Seniorship che inceppandosi cade sull’ultimo paragrafo appena sistemato.
La non più giovane copy strategist non ha il tempo di rendersi conto di cosa sia accaduto.
Dal fondo della valle delle slide una voce la chiama: è quella di una non più giovane account dai capelli alluminio che sta portando tra le braccia il cadavere del suo fedele Budget.

“Ma dove sei stata tutto questo tempo? Ti cerco da almeno cinque minuti!” chiede l’account alla copy strategist.
“Nella valle delle slide… dove vuoi che sia stata? Ma cosa è successo a Budget?”
“E’ morto, è colpa della slide 345, hai dimenticato i benchmark a supporto dell’idea…”
“E adesso che succede? Chi lo dice al CEO?” chiede la copy spaventata.

… continua se il CEO vuole.

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