in Scrivo Storie

Tutti i santi giorni

L’altra sera ero in ritardo, camminavo velocemente, attraversavo la strada senza curarmi di guardare prudentemente a destra e a sinistra. Avevo fretta. Molta fretta.
All’improvviso un uomo mi ferma e mi dice: – Lei non dovrebbe attraversare la strada col rosso.
Gli sorrido impacciata e pronuncio uno svogliato: – ma certo, lo so.
Poi mi squilla il cellulare e il motivo della mia fretta svanisce. L’uomo è ancora lì. Mi fissa negli occhi e continua a parlare. Credo non abbia smesso neppure mentre ero al telefono. Straparla, si mangia le frasi, si parla addosso, colgo significati ogni tanto ma non riesco a dare un senso all’amalgama. E’ tutto molto confuso, una frittata di concetti sbattuta lì in mezzo alla strada, alle sette di sera. Non sono lontana da casa, non mi stanno aspettando e quest’uomo continua a parlare. Non riesco ad andarmene. Tira fuori dalla tasca della sua giacca un cellulare e mi mostra delle fotografie. Santi. Fotografa statue di santi da anni. Si compiace, io mi mostro interessata e poi lo guardo in faccia. Lo osservo meglio. Faccio ipotesi: nelle rughe la solitudine, negli occhi infossati le domande senza risposta e in quelle guance coperte a tratti da barba bianca il desiderio di un riconoscimento. Lo ascolto ancora un po’, sorride, gli do’ una pacca sulle spalla dicendogli che si è fatto tardi, devo andare.
– Lo sa ogni quanto accade un miracolo? – fa lui mentre gli dò già le spalle.
– Tutti i santi giorni – rispondo.
– E’ così, è vero! 5 euro e le vendo una foto.