Sotto i tetti. smALLhome. Abitare nelle famiglie a geometria variabile.*

Che bella parola “casa”.
Nel mio personale “dizionario affettivo delle cose” sta al primo posto. 
Lo è sempre stata sul podio, saldamente. Prima di pronunciare il “sì” matrimoniale ho pronunciato un “sì voglio abitare qui”.
Quando quel “sì” vestito di bianco è diventato un “non più” vestito di grigio, la mia casa c’era. C’è. C’è per me e mia figlia. C’è per me e il mio lavoro.
Se potessi descriverla come una persona, mi rendo conto dell’iperbole tra queste righe ma voglio arrivare ad un punto chiave, la mia casa sarebbe la signora anziana nera con i capelli grigi che interpreta l’Oracolo in Matrix. Continua a leggere